Perché Connessione Limitata?

Ho scelto questo nome per due ragioni: la prima è che quando non possiamo accedere alla rete il nostro contatto con il mondo si riduce notevolmente, e la seconda è che navigando nel web è come se entrassimo in una dimensione senza regole, in cui ci sembra di poter dire qualsiasi cosa pensiamo, senza conseguenze. A volte non ci rendiamo conto che dietro il profilo di un utente, anche fake, c’è una persona reale. Manca l’autocontrollo e l’empatia che si avrebbe in un confronto faccia a faccia, il bisogno di far valere le proprie opinioni a scapito di quelle altrui si manifesta con aggressività. Pur essendo sempre connessi, l’interscambio che abbiamo con gli altri è spesso superficiale e limitato, filtrato attraverso gli schermi dei nostri personal device.

La connessione dunque è limitata sia dentro che fuori dal web, si è spezzato qualcosa nella social catena che auspicava Leopardi che non riusciamo più ad aggiustare, abbiamo perso la capacità di riconoscere i nostri simili, di comunicare in modo civile e costruttivo, di specchiarci negli occhi dell’altro

Il logo del blog ha la forma di un vortice perché la comunicazione ha ormai invaso prepotentemente le nostre vite, è un vortice che ci travolge tutti, volenti o nolenti. Anche i colori non sono casuali: il blu rimanda alle bacheche dei social network più famosi ed è un colore ipnotico e rilassante che crea dipendenza, il rosso invece sta ad indicare il fuoco delle passioni e l’es irrazionale nascosto in ognuno di noi. Ma che succede quando la parte più istintiva e irragionevole delle persone si esprime pubblicamente? È una questione aperta. In questo blog tra le altre cose vorrei approfondire e analizzare le cause dei fenomeni di cortocircuito comunicativo che accadono sia online che nella vita quotidiana, scrutandone attentamente le dinamiche, come un investigatore con la sua fedele lente di ingrandimento.

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Mi è capitato spesso di leggere storie dove internet è stato uno strumento micidiale nelle mani di persone meschine e di assistere a insulti gratuiti o condivisioni di massa di fake news di matrice razzista. Mi sembravano inspiegabili e mi sentivo impotente di fronte a tanta cattiveria. Io stessa sono stata etichettata nei peggiori modi per futili motivi e so bene che nel web si riversa quella rabbia sociale che non trova sbocco in altri contesti. Il mio obiettivo è osservare e raccontare queste dinamiche attraverso la mia chiave di lettura, tuttavia ci sarà spazio anche per argomenti che voglio approfondire ma non sono direttamente riconducibili al concetto di connessione limitata. Siate i benvenuti in questo spazio di discussione aperto al dialogo e libero da ogni pregiudizio. 

 

 

Per approfondire:

 

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